CIMETTOLIMPRESA – Marianna Rizzi, imprenditorialità femminile…all’opera!

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Imprenditorialità femminile … all’opera!

Marianna Rizzi è una donna, una moglie, una madre, un’imprenditrice.
Con una Laurea in Giurisprudenza, un Master in Economia e Gestione di Impresa e il titolo di Educatrice ha avviato nel 2010 BIMBI ALL’OPERA: asilo nido, scuola dell’infanzia e ludoteca.

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Cosa ti ha spinto a diventare imprenditrice?
Una situazione di disoccupazione. Non riuscendo a trovare un’occupazione come dipendente è scaturita la necessità di trovare una soluzione che si è tramutata nel desiderio di creare qualcosa di mio. Originariamente l’idea della scuola non c’era. E’ arrivata dopo che ho vinto una borsa di studio per un Master in Economia e Gestione d’Impresa che mi ha permesso di sostenere uno stage presso un asilo nido. Da lì, osservando il lavoro delle educatrici e lavorando nell’area amministrativa, è nato il progetto.

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Aprire un’attività, soprattutto in questo periodo, è complicato. Tu ci sei riuscita. Come hai fatto?
Abbiamo inizialmente valutato i finanziamenti a disposizione, poi siamo riusciti ad ottenerne uno da INVITALIA (50% a fondo perduto, 50% a tasso agevolato).

unnamed (4)Allora esistono i fondi europei? Non sono un’utopia?

Sì, esistono e si possono ottenere. Se ci si rivolge a INVITALIA sappiate che l’invio delle domande avviene telematicamente per cui è assolutamente necessario compilare bene tutti i campi. Il progetto deve essere veritiero, completo e dettagliato sia riguardo ai costi che saranno affrontati per realizzarlo che per quanto concerne la stesura del business plan.
Consiglio, quindi, di affidarsi sempre a società o commercialisti esperti nella compilazione di progetti europei; se manca una voce oppure viene omesso un dato INVITALIA scarta automaticamente il progetto senza avvisare l’interessato e dargli la possibilità di integrare l’informazione.

bimbi all'opera

A chi deve avviare un’attività che richiede un considerevole sforzo economico per i lavori di ristrutturazione dell’immobile (necessari per ottenere autorizzazioni e permessi) non consiglierei di rivolgersi a INVITALIA perché in tale tipologia di finanziamento solo il 10% della somma erogata è utilizzabile per la ristrutturazione. Suggerisco di valutare i finanziamenti e le convenzioni delle Camere di Commercio, potrebbero rivelarsi più corrispondenti alle proprie esigenze.
Se, invece, si è orientati verso attività che non necessitano di grossi interventi strutturali INVITALIA potrebbe rivelarsi un buon partner. Il consiglio, però, più importante è di non chiudersi a nessuna possibilità. Tenere sempre la mente ben aperta ed essere pronti a cogliere tutti i segnali.

Quante difficoltà hai incontrato durante questi tre anni di attività?
Tante. Una per tutte. Abbiamo aperto a dicembre 2010 e contemporaneamente il comune di Roma ha chiuso i bandi per le convenzioni. Abbiamo vissuto momenti di panico: non eravamo pronti a lavorare come privati, eravamo preparati a collaborare immediatamente con il comune che nel giro di pochi mesi avrebbe riempito la scuola. Invece non è stato così. Fortunatamente sono molto tenace e non mi arrendo mai. Soprattutto nei confronti della burocrazia: se sto seguendo un progetto arrivo fino alla scrivania del responsabile, gli mostro l’articolo di legge e gli prospetto la soluzione. E’ il mio modo di centrare gli obiettivi.

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Parliamo di noi donne. Nella tua attività sei quotidianamente a contatto con neo-mamme. E’ un luogo comune pensare che una donna, dopo aver partorito, si concentri esclusivamente sui figli accantonando la propria femminilità?
Le donne che frequentano la mia struttura sono per la maggior parte affermate professioniste trapiantate a Roma per lavoro. Ciò presuppone che devono fare tutto da sole, senza la famiglia di origine come supporto concreto nella gestione della quotidianità. Fanno tutto e lo fanno con estrema femminilità.In questi tre anni di esperienza posso affermare che le donne, dopo aver partorito, sono ripartite a mille. Chili o non chili hanno ripreso a lavorare, a gestire la casa, a occuparsi della famiglia. E, soprattutto, hanno riaffermato la propria femminilità.

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E i mariti cosa pensano?

Sono affascinati e contemporaneamente attenti ai suggerimenti delle loro donne. E’ un’ammirazione che traspare continuamente, forse perché noi donne siamo multitasking?

Marianna, cosa CI METTI nella vita?
La follia! Mio marito sostiene che sono matta ed è questo che mi permette di andare avanti.

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